Le associazioni che rappresentano gli Enti Locali in Italia dicono la loro sul Nuovo Codice Appalti

Il Segretario generale dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Veronica Nicotra ha dichiarato all’ANSA “Era una riforma abbastanza urgente perché avevamo in precedenza una disciplina un po’ emergenziale, dettata anche da qualche difficoltà nelle procedure delle gare, degli appalti e dei contratti. Noi la valutiamo abbastanza positivamente; dal punto di vista tecnico sono state portate a regime molte norme che erano già vigenti, quindi non vedo nessuno stravolgimento, anzi al contrario – ha concluso – direi che si è messo ordine a norme che venivano prorogate da tempo”.

ANCI ha inoltre pubblicato una prima nota che alleghiamo.

Anche il Presidente Nazionale di UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) Marco Bussone ha formulato un articolato commento che esprime le prime impressioni dell’associazione:

“Uncem ha esaminato il nuovo Codice dei Contratti pubblici, e condividendone l’urgenza – imposta anche dalle riforme connesse al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza – ha richiesto a Governo e Parlamento maggiore tempo per le modifiche all’attuale quadro normativo in merito a contratti e appalti pubblici. 2023 e 2024 devono essere gli anni di messa a terra dei progetti del PNRR senza alcuna modifica al quadro normativo vigente oggi.

Risulta poi di complessa gestione, al momento, la qualificazione delle stazioni appaltanti. Uncem ritiene necessaria la qualificazione automatica di Unioni di Comuni, Unioni montane di Comuni, ComunitĂ  montane – al pari di Province, CittĂ  metropolitane e Comuni capoluogo – individuando una soglia minima di abitanti degli stessi Enti sovracomunali e un numero minimo di Comuni (es. 10.000 abitanti e 10 Comuni minimi per la qualificazione di Unioni e ComunitĂ ) al fine di agevolare il percorso di trasformazione dei meccanismi di affidamento e valorizzare l’intercomunalitĂ , come avvenuto in altri Paesi europei quali Francia e Germania. In molte Province dell’arco alpino e appenninico, composte da numerosi piccoli Comuni, la qualificazione delle sole stesse Province rischierebbe di rallentare ogni procedura, ingolfando il sistema e vedendo il solo Ente provinciale dover operare in modo gravoso per centinaia di Enti.

Come rilevato dalla Conferenza delle Regioni – e Uncem ne condivide la posizione – la scelta di arrivare a una semplificazione su due fasi dei progetti (progetto di fattibilitĂ  tecnico-economica e il progetto esecutivo) è utile e positiva, così come la soluzione favorevole all’uso dell’appalto integrato anche sul progetto tecnico di fattibilitĂ  che deve essere regolato stabilendo al monte regole precise. L’operatore deve assumersi la responsabilitĂ  di quello che propone e deve sapere che tutto ciò che si renderĂ  necessario per perfezionare la progettazione sulla base della sua proposta iniziale non può gravare sul quadro economico e non può comportare aumenti di spesa.

Uncem condivide la scelta di portare a regime le semplificazioni sulle gare introdotte durante la pandemia, compresa la scelta di innalzare a 140mila euro la soglia per gli affidamenti diretti nel campo di servizi e forniture.”

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