Maggio 13, 2026
Piano Casa 2026: un’opportunità per le imprese con attestazione SOA

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto-Legge 7 maggio 2026 n. 66, il Piano Casa 2026 diventa pienamente operativo e apre nuove opportunità per le imprese del settore costruzioni. Il provvedimento mobilita risorse pubbliche ed europee per recuperare l'edilizia residenziale pubblica, sviluppare l'housing sociale e attrarre capitali privati attraverso programmi di edilizia integrata. Per accedere ai bandi e alle gare collegate al Piano Casa, l'attestazione SOA rappresenta un prerequisito normativo e un vero asset competitivo. CQOP SOA analizza i tre pilastri del DL 66/2026, le categorie SOA strategiche e le tempistiche da rispettare per posizionarsi in modo efficace.
I tre pilastri del DL 66/2026
Secondo il comunicato del Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2026, il Piano Casa 2026 si articola su tre pilastri, oggi tradotti nei Capi II e III del decreto: recupero straordinario dell'edilizia residenziale pubblica, Fondo housing coesione gestito da INVIMIT SGR e programmi di edilizia integrata pubblico-privata. Per ciascuno di questi canali, l'attestazione SOA è insieme prerequisito normativo e asset competitivo strategico. Le imprese che arriveranno ai primi avvisi pubblici con una qualificazione aggiornata e categorie pertinenti avranno un vantaggio competitivo significativo.

Pilastro 1 – Recupero straordinario dell'edilizia residenziale pubblica (ERP)
Il Capo II (artt. 2-6) del DL 66/2026 introduce un programma nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale, con una dotazione di 970 milioni di euro tra il 2026 e il 2030, finanziata anche con risorse del Fondo sociale europeo per il clima. Il soggetto gestore è Invitalia S.p.A., su conto infruttifero presso la Tesoreria dello Stato. I soggetti attuatori sono enti territoriali, ex IACP e organismi competenti in materia di edilizia pubblica. Il coordinamento è affidato a un Commissario straordinario nominato con DPCM e operativo fino al 31 dicembre 2027, con il compito di censire entro 30 giorni dalla nomina gli immobili statali, regionali e comunali destinabili al programma.
Tre strumenti correlati completano il pilastro:
- Art. 4 – Fondo di garanzia per morosità incolpevole (22 mln € nel 2026, 2 mln € nel 2027)
- Art. 5 – Riscatto degli alloggi ERP esistenti da parte degli assegnatari
- Art. 6 – Edilizia residenziale sociale destinata a locazione di lunga durata con facoltà di riscatto predefinita
Pilastro 2 – Fondo housing coesione e strumenti finanziari
L'art. 7 del decreto istituisce il Fondo housing coesione, strumento finanziario pensato per concentrare le risorse europee e nazionali destinate all'housing sociale e all'emergenza abitativa, oggi disperse tra diversi livelli di governo.
La gestione è affidata a un veicolo finanziario di INVIMIT SGR, società del MEF, con comparti dedicati a ciascuna Regione e Provincia autonoma.
La dotazione iniziale è di 100 milioni di euro nel 2026, sottoscritti dal Dipartimento per le politiche di coesione tramite il Fondo sviluppo e coesione 2021-2027, e il fondo può essere alimentato anche da risorse regionali, da Programmi UE e da riduzioni del cofinanziamento nazionale.


Pilastro 3 – Edilizia integrata e investimenti privati
Il Capo III (artt. 9-10) introduce i programmi di edilizia integrata, rivolti alla cosiddetta «fascia grigia» della domanda abitativa: cittadini che non accedono all'ERP ma faticano a sostenere i prezzi del mercato libero.
Si tratta di operazioni miste pubblico-privato in cui almeno il 70% dell'investimento complessivo deve essere destinato a edilizia convenzionata, con prezzi e canoni ridotti di almeno il 33% rispetto ai valori OMI e vincolo di destinazione trentennale. Il restante 30% può essere edilizia libera.
Le procedure prevedono una Conferenza di servizi semplificata che deve chiudersi entro 40 giorni; per i programmi con investimento estero pari o superiore a 1 miliardo di euro è previsto un Commissario straordinario di Governo con poteri derogatori sulla pianificazione urbanistica.
Categorie SOA strategiche per il Piano Casa 2026
Per partecipare alle gare collegate al Piano Casa 2026 le imprese devono disporre dell'attestazione SOA nelle categorie pertinenti ai lavori finanziati. La tabella riassume le categorie più strategiche per i tre pilastri del decreto. Per classifiche superiori alla II è obbligatoria la certificazione del Sistema Qualità aziendale UNI EN ISO 9001 settore EA28, rilasciata da organismi accreditati EA.
| Categoria | Lavorazioni | Rilevanza per il Piano Casa |
|---|---|---|
| OG1 | Edifici civili e industriali | Nuove costruzioni e ristrutturazioni residenziali |
| OG2 | Restauro e manutenzione beni tutelati | Riconversione di ex caserme, scuole e immobili storici |
| OG11 | Impianti tecnologici integrati | Riqualificazione impiantistica completa degli alloggi ERP |
| OS3 | Impianti idrico-sanitari | Adeguamento alloggi popolari |
| OS28 | Impianti termici e di condizionamento | Efficientamento energetico |
| OS30 | Impianti interni elettrici | Adeguamento normativo degli impianti |

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