Luglio 21, 2026
Nuova legge data center in Lombardia: le opportunità e la qualifica SOA per i costruttori

Il 26 maggio 2026 il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato le «Disposizioni in materia di insediamento di centri dati» (L.R. 11/2026), la prima disciplina regionale organica in Italia sui data center.
La norma introduce iter autorizzativi chiari, priorità alle aree industriali da recuperare e specifiche soglie di potenza (5, 10 e 50 MW) che definiscono i regimi urbanistici. Per la filiera edile si apre una nuova pipeline di cantieri ad alto valore tecnologico. Per cogliere queste opportunità, il possesso della corretta attestazione SOA data center (ad esempio OS30, OS28 e OG12) diventa un requisito strategico e indispensabile, sia per gli appalti pubblici che privati più strutturati.

Gli obiettivi della legge regionale Lombardia sui centri dati
La crescita dell'intelligenza artificiale e del cloud computing richiede infrastrutture sempre più complesse. La L.R. 11/2026 interviene per uniformare i procedimenti sul territorio lombardo, ponendosi quattro obiettivi:
- Sostenere gli investimenti nel settore;
- Favorire il recupero di aree dismesse;
- Ridurre il consumo di suolo e l'impatto idrico;
- Coordinare gli insediamenti con le reti elettriche.
La nuova legge si inserisce nel quadro nazionale delineato dal D.L. 21/2026, convertito dalla Legge 10 aprile 2026, n. 49, che ha introdotto un procedimento unico per determinati progetti di centri dati.
Priorità ad aree dismesse e alla rigenerazione urbana
La normativa ha stabilito una forte priorità agli insediamenti localizzati:
- negli ambiti individuati dai Comuni per la rigenerazione urbana e territoriale;
- nelle aree industriali dismesse;
- nelle aree contaminate o potenzialmente contaminate;
- nei siti degradati, inutilizzati o sottoutilizzati;
- nelle cave e miniere dismesse o non più attive.
La localizzazione deve obbligatoriamente tenere conto della vicinanza alle infrastrutture elettriche, in modo da ridurre al minimo l'impatto sul territorio derivante dalle nuove opere di connessione. Di conseguenza, la scelta del sito si trasforma in una variabile progettuale ed economica capace di influenzare i contributi di costruzione, le compensazioni, i tempi burocratici e le opere preparatorie necessarie prima dell'apertura del cantiere principale.


Criteri energetici e ambientali per la progettazione
Per la progettazione dei data center, la legge impone inoltre stringenti criteri energetici e ambientali. Le priorità includono:
- utilizzo di fonti energetiche caratterizzate da un impatto carbonico neutro;
- massimo impiego delle superfici disponibili per generare energia da fonti rinnovabili;
- recupero del calore generato dai sistemi per il raffreddamento;
- integrazione con comunità energetiche, utenze pubbliche o reti di teleriscaldamento;
- adozione di sistemi di raffreddamento ad alta efficienza idrica;
- divieto di prelievo da acquedotti pubblici e da risorse destinate a uso irriguo o potabile nei casi indicati dalla legge;
- impiego di risorse idriche non qualificate e riciclo delle acque grigie.
Spetterà poi alle future deliberazioni della Giunta regionale definire nel dettaglio le soglie di applicazione, i parametri specifici e i criteri tecnici.
Procedimenti autorizzatori: lo Sportello regionale
L'articolo 4 della legge riordina le competenze amministrative per velocizzare le pratiche: qualora la realizzazione del data center necessiti dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), la competenza per il rilascio dell'autorizzazione unica all'interno del procedimento nazionale (art. 8, D.L. 21/2026) passa alla Regione, la quale opera tramite il nuovo Sportello regionale per i centri dati.
Per i progetti che si posizionano sotto la soglia AIA, restano in vigore i procedimenti ordinari comunali e provinciali (inclusa l'AUA), integrati da linee di indirizzo uniformi definite da una task force regionale per standardizzare le istruttorie.
Un'ulteriore novità riguarda il contenuto delle istanze: i progetti devono essere accompagnati da una minuziosa relazione energetica che illustri le soluzioni adottate per massimizzare la produzione di energia rinnovabile in loco.

Urbanistica e soglie di potenza
L'articolo 5 della normativa risolve invece la complessa tematica della qualificazione urbanistica che dipende dalla potenza richiesta di connessione:
| Potenza richiesta | Regime |
|---|---|
| Fino a 5 MW | Compatibile con destinazioni terziarie e direzionali |
| Oltre 5 MW | Destinazione d'uso produttiva (ai fini di contributo e dotazioni territoriali) |
| Oltre 10 MW | Rilevanza sovracomunale: conferenza convocata da Provincia o Città metropolitana, per richiedere un accordo territoriale con misure perequative e compensative |
| Oltre 50 MW | Conferenza di concertazione convocata direttamente dalla Regione |
Se il data center è integrato con centrali o reti di teleriscaldamento per il recupero del calore, l'insediamento è ammesso anche in aree a destinazione servizi tecnologici, in forma complementare o accessoria.

Impatto sui cantieri e il ruolo dell’attestazione SOA
Per la filiera delle costruzioni, la nuova normativa accelera concretamente l'apertura dei cantieri ad alto valore tecnologico. Le premialità economiche indirizzeranno gli investimenti verso le aree di rigenerazione (brownfield), incrementando la domanda di bonifiche e demolizioni preliminari, mentre lo snellimento burocratico garantisce l'arrivo di gare d'appalto in tempi più certi e ravvicinati.
Poiché un data center è un'infrastruttura complessa che esige continuità operativa e stringenti requisiti di sicurezza, preparare tempestivamente le proprie qualificazioni è indispensabile: l'attestazione SOA data center è infatti un requisito obbligatorio per i lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro. Tuttavia, anche nelle importanti commesse private qualificarsi con le corrette categorie SOA è fondamentale fin da ora. Infatti, l'attestazione può essere utilizzata come evidenza standardizzata del fatto che l'impresa:
- possiede determinati requisiti economici e organizzativi;
- ha maturato esperienza in specifiche tipologie di lavorazioni;
- dispone di una struttura tecnica adeguata;
- è qualificata entro determinati limiti di importo;
- è stata sottoposta alle verifiche previste dal sistema di attestazione.
Spiccano in particolare la categoria OG12 (bonifica ambientale, essenziale per operare sulle aree dismesse) e le categorie impiantistiche OS28 (sistemi di raffreddamento avanzati) e OS30/OG10 (impianti elettrici di potenza).
Fonti e riferimenti normativi
- Legge Regionale Lombardia 2026, n. 11, Disposizioni in materia di insediamento di centri dati, approvata dal Consiglio Regionale il 26 maggio 2026
- D.L. 20 febbraio 2026, n. 21, art. 8 — procedimento unico per i centri dati, convertito con modificazioni dalla Legge 10 aprile 2026, n. 49
- DDL n. 1821 — delega al Governo per l'organizzazione, la realizzazione, lo sviluppo e il potenziamento dei centri di elaborazione dati



